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Risultati definitivi del III trimestre 2011

Editoriale

FRENA IL RITMO DELLA CRESCITA DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE PIEMONTESE NEL III TRIMESTRE

Nel III trimestre del 2011 si è registrata una moderata crescita dell’economia dell’area OEDC; sulla base delle stime provvisorie fornite dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, la variazione  congiunturale del Pil è risultata pari al +0,6%, facendo seguito al +0,3% del II trimestre dell’anno. All’origine dell’accelerazione messa a segno dal ritmo di crescita si trova il rimbalzo “tecnico” messo a segno dal Pil  giapponese che, dopo il disastroso terremoto avvenuto a marzo 2011 e tre trimestri consecutivi di decremento, è  aumentato dell’1,5% rispetto al II trimestre dell’anno. L’intensità della crescita è risultata, al contrario, invariata  rispetto al II trimestre sia per l’Unione europea che per l’area dell’euro (per entrambe la variazione congiunturale del Pil è risultata pari al +0,2%). È’ sulle prospettive economiche di quest’ultima area che pesano le incognite maggiori, risultato dell’acuirsi della crisi dei debiti sovrani e dell’accentuarsi delle turbolenze sui mercati finanziari, con il conseguente deterioramento del clima di fiducia di famiglie e imprese. Già nel mese di settembre 2011 l’attività industriale dell’area ha mostrato i primi segnali di un’inversione di  tendenza. Secondo le stime elaborate da Eurostat, nel mese di settembre 2011 l’indice destagionalizzato della produzione industriale dell’area dell’euro ha scontato una flessione del 2,0% rispetto al mese di agosto, e quello relativo all’Ue-27 ha subìto un decremento dell’1,3%. Quanto alle indicazioni che giungono dal tessuto industriale nazionale, Unioncamere italiana rileva come nel III trimestre 2011 le dinamiche dei principali indicatori economici abbiano mostrato un sensibile rallentamento rispetto ai mesi precedenti, restando comunque in terreno positivo. L’aumento della produzione ha segnato un +0,6%, quello del fatturato è risultato pari al 2,1%, con le industrie meccaniche e quelle dei metalli a registrare gli andamenti più brillanti. Sulla base dei dati definitivi della 160° Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera piemontese, condotta da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli Uffici Studi delle Camere di commercio della regione, nello stesso periodo la variazione tendenziale grezza della produzione industriale regionale è risultata pari al +3,0%. La rilevazione è stata condotta tra la fine di settembre e l’inizio di novembre 2011 e ha coinvolto 1.242 imprese con più di 2 addetti del comparto manifatturiero piemontese, per un numero complessivo di 96.717 addetti e un valore pari 38,6 miliardi di euro di fatturato. Il quadro generale che emerge dall’indagine riflette il clima di profonda incertezza che c a r a t t e r i z z a  l o s c e n a r i o internazionale e nazionale. Sebbene l’andamento positivo del periodo in esame porti a sette i trimestri consecutivi di aumento della produzione industriale piemontese, il ritmo di crescita sta progressivamente decelerando. La procedura di destagionalizzazione compiuta a partire dalla variazione tendenziale grezza della produzione industriale mostra un’inversione di tendenza del relativo indice già a partire dal III trimestre 2011: la variazione stimata rispetto al II trimestre dell’anno è risultata, infatti, pari al -2,9%. L’export si conferma come il cardine intorno a cui ruota la tenuta del tessuto manifatturiero piemontese. A fronte della variazione tendenziale del +0,9% messa a segno dagli ordinativi interni, quelli esteri hanno registrato, infatti, un aumento del 5,1%. Considerazioni del tutto analoghe valgono anche per il fatturato, aumentato in media del 6,0% su base annua e trainato dall’incremento del 10,0% della componente estera. A livello settoriale, la performance complessivamente migliore è stata nuovamente concretizzata dalle industrie tessili, dell’abbigliamento e delle calzature, che realizzano risultati migliori rispetto alla media regionale in riferimento a tutti gli indicatori considerati; particolarmente rilevanti, se confrontate con il dato regionale, appaiono le variazioni tendenziali registrate per la produzione industriale (+7,4%) e gli ordinativi interni (+5,4%). Anche le industrie dei metalli hanno registrato andamenti più brillanti della media, e i risultati conseguiti dalle industrie meccaniche eccellono in termini di produzione industriale (+8,6%). Torna, invece, sul terreno negativo la dinamica esibita dalla produzione industriale delle industrie dei mezzi di trasporto (-1,8%). I comparti manifatturieri delle province di Biella e Torino realizzano le dinamiche più sostenute, il primo trainato dalle industrie tessili e dell’abbigliamento, il secondo da quelle meccaniche e dei metalli. Il Verbano Cusio Ossola e Vercelli registrano, invece, i primi segnali di un’inversione di tendenza della dinamica positiva del livello di output prodotto. Sulla base delle previsioni a breve termine formulate dagli imprenditori piemontesi, ad un trimestre segnato da un clima di incertezza potrebbe seguirne uno caratterizzato da una preoccupazione anche maggiore: il saldo tra prospettive ottimistiche e pessimistiche appare, infatti, negativo in riferimento a tutti le variabili indagate.

 

  Newsletter - Risultati Definitivi.pdf (1307 Kb)

  Comunicato - Risultati Provvisori.pdf (1175 Kb)

  Rassegna Stampa.pdf (3934 Kb)

  Slide - Risultati Provvisori.pdf (2550 Kb)

Cos'è Piemonte Congiuntura

É la newsletter trimestrale sull'andamento dell'economia regionale e provinciale, in cui trovano spazio le rilevazioni congiunturali condotte dagli Uffici Studi delle Camere di commercio piemontesi. Vengono trattati anche aspetti economici generali a livello nazionale ed internazionale e dati statistici particolarmente significativi, a livello locale.

Metodologia e obiettivi

La newsletter Piemonte congiuntura raccoglie i risultati dell'indagine trimestrale effettuata presso un campione significativo di imprese con più di 2 addetti, appartenenti alle diverse classi dimensionali e ai differenti settori merceologici Alle imprese intervistate viene sottoposto un questionario con domande relative ai quantitativi prodotti, al fatturato, agli ordinativi provenienti da mercato interno ed estero ed alle previsioni a breve termine sull'andamento dei principali indicatori economici.
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